Il vivaismo viticolo veronese affonda le proprie radici nel lontano 1927 quando si iniziò ad innestare le varietà locali su portainnesti per combattere il dilagare della fillossera.

Da allora la strada per le aziende vivaistiche locali è stata improntata alla continua ricerca di nuovi cloni che consentissero di mantenere e migliorare la qualità delle produzioni locali.

Attualmente la Viticoltura veronese si basa su cloni selezionati nei primi anni ottanta dall'allora Comitato Viticolo (CV) e dall'Istituto Sperimentale di Viticoltura (ISV).
Nel 2003 otto aziende vivaistiche locali hanno voluto impegnarsi direttamente in un progetto di selezione clonale con obiettivi inerenti alle moderne esigenze del mercato vitivinicolo.

Per questo è stato dato inizio ad un progetto in collaborazione con l'Associazione Florovivaisti Veneti, la Provincia di Verona attraverso il Centro per la Sperimentazione in Vitivinicoltura, il Consorzio per la Valorizzazione dei Prodotti Ortoflorovivaistici Veronesi ed il Consorzio di Tutela Terra dei Forti, volto allo studio, conservazione e valorizzazione del germoplasma viticolo locale che comprende anche la selezione di nuovi cloni di vitigni.
     
     

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